La Crisi Economica e la Globalizzazione, il tramonto dell’Occidente?

Discutendo sul tema oggetto dell’iniziativa il professor Vacca aveva sottolineato non solo la sua grande attualità, ma che avrebbe dato una lettura non convenzionale di esso. Ed ha mantenuto pienamente la promessa. Con una dissertazione di oltre due ore e con l’ausilio di slides egli partendodalla grande crisi che sconvolse l’America nel 1929 ha tracciato un percorso che ha mostrato una grande similitudine con quanto avviene oggi. Lo ha fatto mettendo in luce l’origine finanziaria della crisi, l’economia reale travolta da strumenti quali i derivati, i fondi, il debito pubblico che in mano a pochi gruppi di potere spregiudicati incidono sulla stabilità, sulla stessa tenuta democratica dei Paesi e sulle condizioni di vita di milioni di persone.
Ha spiegato come questa crisi abbia avuto origine nel 2008 negli Usa con il fallimento della grande banca di affari Lehman Brothers che ha innescato una grande reazione a catena in tutto il mondo occidentale. Egli ha rivelato il ruolo nefasto esercita dalle cosiddette “agenzie di rating” che sono espressione delle stesse banche d’affari in un intreccio perverso che coinvolge le banche, gli interventi degli Stati e quindi l’aumento del debito pubblico. Ha dimostrato come con la globalizzazione, l’evasione fiscale può realizzare con un semplice click su un computer spostando quindi immensi capitali da una parte all’altra del mondo. Ha criticato questo aspetto della globalizzazione che anziché essere strumento della estensione delle tutele per i lavoratori anche nei Paesi fino a pochi anni fa arretrati e adesso in via di rapido sviluppo rischia di diventare un pretesto per abbassare o annullare i diritti dei lavoratori e le condizioni di vita dei cittadini nei paesi sviluppati. In una parola questa concezione della globalizzazione nel nostro Pese rischia di portare “la Cina in Italia” anziché “l’Italia in Cina”. Egli ha affermato che il rigore fine a se stesso, non accompagnato da una politica che rilanci i consumi, ha l’effetto di deprimere ulteriormente l’economia reale dei Paesi. Ha dimostrato che l’imponente evasione fiscale nel nostro Paese e la ricchezza nazionale concentrata in poche mani provoca uno squilibrio che rende l’Italia un Paese ricco ma abitato da poveri.  Insomma una analisi piena e documentata non da “Talk show” ma da “dietro le quinte” che ha infine messo in rilievo la debolezza dell’Europa che è ancora preda degli egoismi nazionali, delle imposizioni degli Stati forti sui deboli ma sempre priva di una unitaria politica economica, monetaria ed estera. Che costituisce la mancata realizzazione del “sogno” per il quale si batterono i suoi padri costituenti.

Il Presidente Dott. Carmelo Saraceno


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