nov 27

Presentazione del libro di Emanuele Macaluso: Comunisti e Riformisti

Frutto di una invidiabile prolificità, Emanuele Macaluso ha scritto un nuovo libro “ Comunisti e Riformisti – Togliatti e la via italiana al socialismo”. Con questo saggio egli si propone – con documenti e argomenti oggettivi – di fare giustizia della accusa spesso rivolta a Togliatti “ di doppiezza e cinismo”. Ed egli parte proprio dalla doppiezza per dimostrare che fin dai primi anni del suo rientro in Italia dopo la fine del fascismo, Togliatti si pose il problema di tenere unito il PCI – ancora sotto il pesante vincolo con L’Unione sovietica- cercando di mediare e tenere a freno quell’ala che pensava al ruolo del partito come strumento per la rivoluzione.

Egli mette in rilievo, pure in quegli anni così difficili, il ruolo che Togliatti ebbe nella stesura della Costituzione pensando ad essa come strumento per il futuro e non per la lotta politica contingente.

Protagonista di quegli anni Macaluso parla di continui contrasti con l’ala massimalista del PCI che per tanto tempo ebbe in Pietro Secchia – forte dei suoi legami con l’Unione Sovietica- il suo riferimento.

 Pur tra tante difficoltà – continua Macaluso – Togliatti non abbandonò il perseguimento della sua via italiana al socialismo, cominciando a parlare e spostare il PCI nell’area di governo soprattutto dopo le elezioni del 1963.

Egli ammette che avere avversato la partecipazione del PSI al governo con il centro-sinistra ritardò il processo riformatore del nostro paese ed evidenzia la strategia di Togliatti cioè mantenere il rapporto con il PSI anche con il PCI all’opposizione.

Macaluso con il supporto di documenti ufficiali e della sua memoria partendo dall’opera di Togliatti, dalle sue paure negli ultimi anni nel rapporto con Stalin, attraversa oltre cinquant’anni di storia del nostro paese e della sinistra italiana esprimendo sempre il suo rammarico per la mancata costruzione in Italia di una grande forza socialista ancorata al socialismo europeo.

Egli critica gli eredi della tradizione comunista che nella loro frenesia di “discontinuità” con il loro passato hanno totalmente rimosso Togliatti, parlano solo del Berlinguer della “questione Morale” che essi hanno intrecciato con il giustizialismo.

Macaluso conclude il suo saggio con una critica a come si è andata sviluppando la vicenda del PCI dopo la “Bolognina”, resta scettico sulla possibilità che il PD possa costituire quella grande forza socialista che egli auspica – e difatti non si è mai iscritto al PD – e constata con amarezza come la rottura tra il PSI di Craxi e il PCI di Berlinguer ha comportato la rovina di entrambi questi partiti. 

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