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Conferenza Prof. Romano Prodi 22 settembre 2015

“Quando si mette il filo spinato tra Paesi della stessa Unione siamo allo sfacelo”. Con questa frase si potrebbe sintetizzare  la preoccupazione di Romano Prodi, uno dei  fondatori dell’Unione Europea, circa il futuro della stessa Unione . E vi sono intrinseche critiche alla più recente gestione del progetto europeo. Critiche  ed analisi ben esposte del suo recente libro-intervista con Marco Damilano “ Missione incompiuta “.Analisi, concetti e critiche ripetute  a Siracusa in occasione di un incontro nell’Aula Magna del Liceo “Corbino”  organizzata per il 22 settembre scorso dalla Associazione Medeuropa.Incontro affollatissimo  condotto dal presidente di Medeuropa Carmelo Saraceno e al quale hanno partecipato  per porre domanda al prof Prodi  i giornalisti Domenico Tempio ( vice direttore de La Sicilia di Catania), Gianfranco Monterosso (responsabile redazione di Siracusa del Giornale di Sicilia” di Palermo) e Giuseppe Bianca, direttore del quotidiano Libertà di Siracusa. Nel titolo dell’incontro scelto da Medeuropa, “Unione Europea, un progetto sempre più stanco?” la problematica  proposta dall’incontro. Prodi ha criticato l’eccesso di austerità (specie per il caso Grecia) e di rigidità della Unione  nell’affrontare la crisi economica, ricordando come gli USA di Obama, da cui è partita la crisi, abbiano affrontato  l’emergenza economica con una politica  assolutamente opposta alla ricetta europea, con una finanza espansiva anche  da parte degli organi statali degli States. Puntualizzando che  l’ Europa ha caratteristiche  economiche e di mercato  che  possono benissimo contrastare   ogni crisi e  problematiche  che possono essere causate da paesi come la Cina ed altri. Ma ha detto anche  che l’Unione ha dei forti ritardi nella sua governance  che  per cui deve fare presto a risolvere gli aspetti politici che possono portare agli Stai Uniti d’Europa. Altrimenti gli egoismi degli stati distruggeranno  un progetto  nato per evitare conflitti e per integrare   fra di loro normative e livelli di benessere. Altro tema toccato da Prodi  l’immigrazione dai paesi arabi in guerra e dall’Africa, un continente che l’ex Premier e fondatore dell’Ulivo, oltre che  ex presidente della Commissione Europa, conosce bene per una attività che sta svolgendo per conto dell’ONU. “I muri  e le guerre non servono  a niente”, ha detto. “Le immigrazioni sono state sempre presenti nella storia ed i processi vanno governati. Alcuni paesi europei fra qualche decennio si troveranno  con una popolazione ridotta per cui possono accettare anche forti flussi migratori, altri un po’ meno. E l’Africa, destinata a moltiplicare la sua popolazione, sta premendo,  ed occorre  andare a risolvere li quei problemi”. Stimolato dai giornalisti Prodi ha anche parlato di Questione Meridionale e di Sicilia. “Ho visto, girando per Siracusa quanti turisti ci sono. Ecco, il turismo, una chiave per lo sviluppo. Ma non basta e non si può lasciare alla improvvisazione. Occorre avere una politica chiara come anche una sinergia fra le regioni meridionali nella utilizzazione delle risorse europee specie per superare  i ritardi infrastrutturali. Ma innanzitutto occorre avere entusiasmo ed impegno, materie prime per lo sviluppo, che è certamente possibile. Ricordiamo che le risorse europee vanno direttamente alle regioni. Si invoca, oggi,  una sorta di  Piano Marshall. E va bene. Ma solo se parte dal basso, dai territori”.

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Foto di PEPPE MIGLIARA

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